In questo imperdibile venerdì, il Miami Open propone subito incontri interessanti per i nostri giocatori, con Lorenzo Musetti e Federico Cinà che apriranno i programmi nei rispettivi campi, contro Quentin Halys e Grigor Dimitrov.
Dimitrov-Cinà, non svegliate Pallino
Il 1 aprile del 2007, Novak Djokovic vinceva a Miami il primo dei suoi quaranta (sì, 40, e ovviamente è record anche questo) Masters 1000. Due giorni prima, a Palermo, era nato Federico Cinà, che oggi si ritrova proprio a Miami, a ricalcare le orme del suo idolo Nole.
Federico Cinà sta realizzando un sogno, che però si è costruito con le sue preziose mani. Accreditato di una Wild Card nel Challenger di Hersonissos, in Grecia, ha raggiunto la sua prima finale a quel livello, all’ottavo torneo disputato. Quindi è volato a Miami, dove l’organizzazione gli aveva riservato una Wild Card che avrebbe significato per il palermitano il debutto assoluto nel circuito maggiore ATP. Esordire in un Masters 1000 non è certo cosa da poco, ma Federico ha offerto una prova di incredibile sostanza contro Francisco Comesana, chiudendola addirittura in due set. Parliamo di un avversario n.67 al mondo, mentre “Pallino” è n.439, pur se ancora per poco. I punti guadagnati significano per lui almeno un salto fino al 370° posto, ma bisogna vedere cosa farà oggi.
Sul campo intitolato a Butch Buchholz, Federico Cinà aprirà il programma odierno nella sfida contro Grigor Dimitrov, n.15 ATP ma in passato n.3. Una sfida improbabile, fino a pochi giorni fa, magari possibile solo in esibizione. Invece è tutto vero e la notizia è che “Pallino” non parte battuto. Certo Dimitrov dovrebbe ancora essere 2-3 categorie più avanti al nostro, ma l’impressione è che ci troviamo di fronte a un giocatore speciale. E i giocatori speciali sfuggono alle categorie. Era capitato con Jannik Sinner, guarda caso l’unico altro capace di vincere il suo primo match Masters 1000 della vita a 17 anni. Ora non è il caso di aumentare eccessivamente la pressione sul ragazzo, ma Cinà sembra davvero avere caratteristiche tali da poter venire accostato all’altoatesino.
Dimitrov, dall’altra parte, si porta dietro tanti dubbi e un tremendo rimpianto. I dubbi sono tutti di natura fisica, il rimpianto è quello di aver aver ritrovato il suo miglior tennis della vita a 33 anni, quando il corpo è già logoro dalle mille battaglie, i mille viaggi, le mille sollecitazioni. Anche per questo, Cinà può davvero sperare nel miracolo: un Dimitrov non al massimo fisicamente potrebbe venire sorpreso da questo quasi diciottenne, possibile predestinato.
Musetti-Halys, Lorenzo cerca conferme
Alla stessa ora, sul campo n.5, Lorenzo Musetti scenderà in campo per il match d’esordio a questo torneo, dove affronterà Quentin Halys. I due si erano già misurati ma una vita fa, nel 2020 e a livello Challenger, con Halys che aveva prevalso. Il francese era già un giocatore fatto ma ha sempre faticato a trovare continuità. In un classico caso di maturazione tardiva, Quentin sta giocando il miglior tennis della carriera a 28 anni, infatti gira intorno al suo best ranking. Il suo gioco si basa su un servizio spaventosamente efficace e non sorprende più di tanto trovarlo al quarto posto come ace rate (percentuale di ace sui punti vinti) nel circuito, con il 15,97%. Davanti a lui solo Reilly Opelka, Giovanni Mpetshi-Perricard (entrambi irraggiungibili sopra al 21%) e Marin Cilic.
Con Lorenzo sarà un bell’incrocio di stili, perché Halys adora gli scambi brevi e veloci, mentre Musetti ha affinato l’arte della pazienza, del cucinare l’avversario con variazioni continue nella lunghezza e nei tagli di palla. Il dubbio maggiore, però, viene dalla condizione atletica del carrarino. A Buenos Aires, Lorenzo Musetti aveva accusato un problema al polpaccio che l’ha tenuto fermo circa un mese. A Indian Wells è sembrato già in discreta condizione, pur perdendo al terzo turno da Fils. Oggi sarà un altro francese, a dirci a che punto è il nostro “Muso”.