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Il day 7 del Miami Open ci porta alla conclusione degli incontro di terzo turno del singolare maschile, tra i quali spicca un inedito Berrettini-Bergs.

L’ultimo lunedì del torneo in corso in Florida, che inizierà con Jasmine Paolini opposta a Naomi Osaka in un match riprogrammato al primo pomeriggio di oggi, l’azzurro cerca di sfruttare l’occasione data dal KO di Rublev. Che però è stato fatto fuori proprio dal suo avversario odierno.

Miami Open: insidia “Zizou” per Matteo Berrettini

Intorno all’ora di cena, dovrebbe avere inizio il match di terzo turno tra Matteo Berrettini e Zizou Bergs. L’orario indicativo è per le 20:30, ma ci sta che si vada oltre. Prima dovranno infatti concludersi Paolini-Osaka, Fritz-Shapovalov e Fils-Tiafoe, tutti incontri suscettibili di terzo set. Considerando che il primo match parte alle 16 italiane, fate un po’ voi il conto…

Ciò che ci interessa maggiormente adesso, è provare a soppesare l’impegno di oggi di Matteo Berrettini, visto che non esistono precedenti contro Zizou Bergs e questo è solo apparentemente strano. Quando “The Italian Hammer” viveva il suo apice tennistico centrando la finale di Wimbledon e salendo fino al n.6 ATP, il belga era appena dentro alla top 200. La sua ascesa, non velocissima ma costante, è avvenuta soprattutto in anni in cui Matteo aveva purtroppo ben altri problemi da affrontare, o meglio curare.

Che giocatore è Zizou Bergs

Il belga con il nome di battesimo calcistico, è stato seguito fin da giovanissima età da IMG, una delle società di management sportivo più importanti al mondo e sempre molto attenta ai giovani prospetti. Per intenderci, IMG rappresenta anche Joao Fonseca.

Bergs era infatti un prospetto anche a livello giovanile, ma la sua crescita a livello professionistico è stata piuttosto lenta, rispetto ad attese e potenzialità. Il motivo è un problema di crampi che il ragazzo si portava dietro fin da giovanissimo, comparso la prima volta addirittura a 15 anni e che lo ha accompagnato a lungo, influenzandone il gioco. Per un certo periodo, ha dichiarato di recente all’ATP, era portato a forzare molto con il dritto per cercare di accorciare scambi e partite. Una scelta che si esponeva a forti rischi in termini di percentuali d’errore, e così è stato puntualmente. Poi, con il suo team, ha scoperto la natura del problema, che era una scarsa idratazione. Così, intervenendo su quello ma anche allenando tutte le altre componenti del suo tennis, compreso l’aspetto mentale, è arrivato il salto di qualità. Prima finale ATP in carriera al primo torneo disputato in un 2025 nel quale ha adesso un bilancio di 17 vittorie (comprese due in Coppa Davis) e 7 sconfitte.

Conosciuto per il suo gioco ad alta intensità e marcatamente offensivo, Bergs è migliorato molto in altre aree del campo, compresa la difesa. Contro Andrey Rublev ha avuto un assurdo return rating di 161, vincendo il 43% dei punti in risposta, anche questo un’enormità. Certo il russo ha avuto qualche problema con la seconda di servizio, ma il 72% dei punti vinti sulla seconda palla di Rublev rappresentano comunque un dato di cui tener conto.

Matteo Berrettini e la falsa partenza

Come raccontavamo in fase di presentazione, Hugo Gaston è un giocatore a cui sono legate delle “milestones” importanti, nella carriera di Matteo Berrettini. Contro di lui Matteo aveva riprovato la sensazione di sentirsi un giocatore di tennis, poco più di un anno fa a Phoenix, e contro di lui aveva vinto il suo secondo torneo consecutivo l’estate scorsa, a Kitzbuhel. Ieri, il francese è stato attore non protagonista anche nel primo match vinto in carriera da Berrettini al Masters 1000 Miami.

Tuttavia, la partita è stata molto complicata per l’azzurro, sceso in campo senza le giuste distanze e con poco feeling, pagando quasi subito un break senza dare mai la sensazione di poterlo recuperare. E il secondo set era iniziato con simili incertezze, ma poi Matteo ha ritrovato fiducia nei suoi colpi, portandola a casa anche con autorevolezza.

Considerando le capacità di corsa di Bergs, e anche il fatto che il n.1 belga non si trova a disagio in nessuna parte del campo, Matteo dovrà cercare da subito alte percentuali al servizio. Se la situazione si dovesse complicare, Bergs è un giocatore ben più difficile di Gaston da rimontare.