Il primo sabato del Miami Open 2025 ci regala una giornata piena di match interessanti, con quattro dei nostri atleti in campo.
Il torneo ha riservato già diverse sorprese, nel singolare femminile ma soprattutto in quello maschile: clamoroso il KO di Carlos Alcaraz, che si è fatto rimontare da David Goffin, perdendo non solo il match ma anche ogni possibilità di scavalcare Jannik Sinner al 1° posto del ranking ATP, prima che l’italiano torni dalla squalifica concordata con Wada.
Miami Open: i match più interessanti del day 5
Si parte con Jasmine Paolini opposta a Ons Jabeur, quindi Matteo Arnaldi e Lorenzo Sonego che affronteranno rispettivamente Tomas Machac e Taylor Fritz. In serata, Matteo Berrettini se la vedrà con Hugo Gaston per la terza volta nell’ultimo anno.
Ons Jabeur-Jasmine Paolini (ore 16)
Il bilancio tra la tunisina e l’italiana è di 2-1 per Jabeur, con Paolini che ha vinto l’ultimo confronto, nel 2° turno di Stoccarda nell’aprile 2024, sulla terra battuta.
Da allora, diverse cose sono cambiate. Jasmine ha centrato due finali Slam, mentre Ons non ha trovato più risultati importanti crollando dall’allora n.9 all’attuale n.30 WTA. L’impressione è che le occasioni perse pesino nella testa della talentuosa tunisina, che ha comunque un bilancio decente nel 2025: 12 vinte e 7 perse. A Indian Wells ha nettamente deluso perdendo da Yastremska, che le ha lasciato 4 game. In precedenza aveva fatto 1° turno anche al primo Premier 1000 della stagione, in Dubai, con una sconfitta da Peyton Stearns. Entrambe sono giocatrici contro cui la Jabeur ai suoi livelli avrebbe vinto senza troppo faticare, ma qualcosa di simile si può dire sul raffronto di Paolini tra il 2024 e il 2025. Al momento, la giocatrice da Castelnuovo in Garfagnana pare aver perso quella “magia” che l’aveva portata fino al n.4 WTA. Complice qualche problema fisico, Jasmine Paolini è comunque tornata a lottare. In un match tra talenti in difficoltà, la sua “garra” (e la potenza di cui è capace, elemento spesso sottovalutato) può fare la differenza.
Matteo Arnaldi-Tomas Machac (dalle ore 17:10)
Ad oggi, Matteo Arnaldi non è riuscito ancora a prendere un set a Tomas Machac. Certo i confronti sono soltanto due, l’ultimo dei quali proprio qui a Miami ma nel 2024, con i due che si affrontarono negli ottavi. Stavolta sarà “solo” un 2° turno, ma nel frattempo il ceco ha vinto il suo primo torneo ATP ad Acapulco, sfondando il muro della top 20, anche se oggi è n.21. Dopo allora, una sindrome influenzale lo ha portato al ritiro nel 1° turno di Indian Wells contro Watanuki, ma ora dovrebbe essere ristabilito.
Arnaldi, dal canto suo, ha faticato molto più del previsto contro Yibing Wu, buon giocatore anche se reduce da mille guai fisici. Il sanremese ha il solito problema degli improvvisi black out che lo portano a uscire e rientrare dai match, con esiti a volte disastrosi, mentre in altre occasioni riesce a porre rimedio. Il problema ulteriore contro Machac è che quest’ultimo ha gambe esplosive, che lo portano a spostamenti velocissimi, lateralmente e in avanti. Ciò potrebbe essere una contromisura efficace contro le frequenti variazioni dell’italiano, che per avere successo dovrà fare scelte tattiche perfette ed esecuzioni attente.
Taylor Fritz-Lorenzo Sonego (dalle ore 17:10)
Match teoricamente chiuso per “Sonny”, anche visti i precedenti: 5-2 per Fritz. Tra i due successi di Sonego, uno è il memorabile 3-0 rifilato all’americano nel Roland Garros 2020. In verità, i due hanno spesso dato vita a match vibranti e combattuti, la speranza è che la versione di Fritz sarà un po’ abulica come a volte gli capita. In quel caso, Sonego potrebbe lottare per la vittoria. Ma anche con Fritz in giornata discreta, un Sonego come quello visto in Australia avrebbe legittime speranze. Rimane un’impresa molto, molto difficile.
Matteo Berrettini-Hugo Gaston (dalle ore 19:30)
Dopo il match più difficile tra quelli degli italiani in campo oggi al Miami Open, ecco quello più “facile”. Virgolette d’obbligo, essendo il tennis – come è noto e come insegna il recente caso di Alcaraz – lo sport del diavolo. Il nome di Hugo Gaston ricorda un momento importante, nella carriera di Matteo Berrettini. Poco più di un anno fa, nel Challenger di Phoenix, proprio contro il francese Matteo Berrettini fece il suo ritorno alle competizioni, dopo l’ennesimo lungo stop per infortunio. Gaston, che non aveva affrontato mai l’italiano prima di allora, vinse il primo set per 6-3, per poi venire rimontato 6-3 6-1. Berrettini si spinse fino alla finale, dove perse da Nuno Borges ma dando un messaggio confortante ai suoi tifosi e al tennis in generale.
I due si sono ritrovati di fronte in estate, in finale a Kitzbuhel con l’italiano, che aveva trionfato a Gstaad la settimana prima, ancora vincitore per 7-5 6-3. Ora il destino – che a volte disegna parabole degne di un romanzo – li ha messi nuovamente uno di fronte all’altro, e in maniera bizzarra: Berrettini avrebbe dovuto affrontare nel 2° turno il vincitore del derby giapponese tra Nishikori e Nishioka. Il ritiro del primo ha causato la chiamata di Gaston come lucky loser, e il transalpino ha sfruttato al meglio la chance battendo Nishioka, guadagnandosi così il terzo confronto in pochi mesi contro Matteo Berrettini.