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Il torneo di Miami, in cui mai aveva brillato in precedenza, ci sta regalando una versione di Aryna Sabalenka tra le più “letali” che si ricordino.

La bielorussa si avvia alla finale contro Jessica Pegula con una sicurezza dei propri mezzi che forse non è mai stata così alta. Dall’altra parte, però, ci sarà una giocatrice che ha dovuto lottare strenuamente per raggiungere questa finale.

Aryna Sabalenka non sbaglia più?

La semifinale contro Jasmine Paolini la vedeva già partire nettamente favorita, ma lo storico diceva che Jas l’aveva fatta soffrire più volte, in precedenza. Sul centrale dell’Hard Rock Stadium di Miami Gardens, nonostante l’italiana abbia globalmente giocato un buon tennis, non ha avuto una singola chance di portare a casa il match.

Sabalenka è come una donna in missione, in questo torneo. Il suo tennis dalla potenza insostenibile per molte sue colleghe ha sempre portato a una certa percentuale di errori gratuiti. Invece, la versione della bielorussa che stiamo ammirando in Florida è diventata più chirurgica. Contro Paolini, Sabalenka ha messo a segno 31 vincenti a fronte di soli 12 errori gratuiti. E lo stesso numero di gratuiti aveva concesso due turni prima, alla campionessa uscente Danielle Collins.

E poi certo, in questo tennis sempre sciolto e potente ma con molti meno errori ha un ruolo anche il servizio. A fronte di cifre in carriera che la vedono mettere mediamente dentro il 60,4% delle prime palle, da cui realizza il 69,4% dei punti, la tigre bielorussa era passata al 65% di prime in campo nel 2025, cifra che in questo torneo è andata sempre oltre il 70. Contro Jasmine Paolini, per esempio, la numero 1 WTA ha servito il 78,4% di prime in campo, ricavandone il 77,5% dei punti. Ingiocabile per tutte, quando è così.

Pegula ci prova, ma…

Jessica Pegula ha trascorso finora in campo 9 ore e 44, per avere ragione delle cinque avversarie battute sulla strada verso la finale. Si tratta di oltre 4 ore in più rispetto ad Aryna Sabalenka, per la quale il fatto di non aver ancora concesso un set ha favorito un tempo totale di 4 ore e 43 minuti. Logico che la numero 1 arrivi ben più riposata, per affrontare un’avversaria che ha già battuto in sei occasioni su otto.

Le ultime due erano state due finali, peraltro ravvicinate, di Cincinnati e dello US Open, sempre nel 2024. In entrambi i casi aveva vinto Sabalenka 2-0, in entrambi i casi al termine di match globalmente equilibrati, ma che non hanno mai dato l’impressione di poter terminare diversamente.

Inoltre, i miglioramenti in risposta di Sabalenka sono evidenti e lo ha ammesso la stessa Pegula in conferenza stampa: “Io sto servendo bene, ma dovrò farlo ancora meglio contro di lei, perché sta rispondendo alla grande.” Secondo la figlia del magnate Terrence, i campi leggermente più veloci danno un ulteriore aiuto alla sua avversaria, letale nel gioco “plus one”.