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Da circa due settimane conosciamo il programma delle World Series Of Poker 2025. L’organizzazione del più famoso e importante circuito di poker ha rivelato date, location e tornei non solo per l’appuntamento a Las Vegas, ma anche per la 16ma edizione delle WSOPE.

Le World Series Of Poker Europe si giocheranno al King’s Casino di Rozvadov dal 12 settembre all’8 ottobre 2025. Il palinsesto conta 15 tornei, compreso il prestigioso Main Event da €10.350 di buy-in, che offre un montepremi garantito di 6 milioni di euro.

E’ l’ottava volta consecutiva che la piccola cittadina della Repubblica Ceca accoglie le WSOPE e gli appassionati di poker provenienti da tutto il mondo. Tra questi ci sono anche tantissimi italiani, affezionati alla location e favoriti dalla vicinanza. A Rozvadov, l’Italia del poker ha ottenuto numerosi successi: ben 9 braccialetti tra il 2021 e il 2024, con Simone Andrian che proprio l’anno scorso ha regalato ai tifosi del Belpaese quello del Main Event. A questi risultati è doveroso aggiungere il braccialetto vinto da Dario Alioto nell’ormai lontano 2007, quando si è svolta a Londra la prima edizione delle WSOP europee.

Inoltre, ci sono altri due player italiani che, prima di Andrian, hanno avuto la chance di infilarsi al polso il braccialetto del Main Event WSOPE. Non è andata bene perché sono stati battuti in heads-up, ma le loro super deep run meritano di essere ricordare.

Simone Andrian festeggiato dopo la vittoria nel ME WSOPE 2024 (credits PokerNews)

FABRIZIO BALDASSARI

Procediamo in ordine cronologico, partendo dell'”argento più antico”. Siamo nel 2010 e Londra ospita per la quarta volta di fila le World Series Of Poker Europe. Il programma conta sei tornei ma i braccialetti sono cinque, quattro di TH No Limit e uno di Pot Limit Omaha. Tre finiscono al polso di giocatori famosissimi.

Phil Laak vince il £2.650 NLH 6-Handed. Jeff Lisandro si porta a casa quello del £5.250 PLO. Gus Hansen conquista l’High-Roller Heads up, battendo in finale il pro USA James Collopy e lasciandosi alle spalle top player quali Daniel Negreanu, l’allora irriducibile Ram Vaswami, Neil Channing, Howard Lederer, Andrew Robl e Phil Ivey. Un po’ meno conosciuto è invece il vincitore del £1.075 NLH, il britannico Scott Shelley.

Infine c’è il Main Event (o Championship Event), da 10.350 sterline di buy-in che registra 346 iscritti e ne manda a premio 36. Tra gli in the money c’è soltanto un italiano. Si chiama Fabrizio Baldassari, e nemmeno lui è molto conosciuto a livello internazionale in quel momento. Nel Belpaese, però, si è già fatto notare con 6 itm tra Italian Poker Tour, Notte del Poker e qualche evento sanremese. A livello Europeo, Baldassari ha piazzato due bandierine, agli EPT ME di Praga e Londra, nel 2009. La svolta della sua carriera giunge però alle WSOPE, perché dopo cinque giornate Baldassari è al final table.

Il player italiano inizia con uno stack medio-basso, 697.000 chips, pari al settimo posto in classifica. Al comando c’è l’americano Dan Fleyshman, mentre il giocatore più titolato in quel momento, Roland de Wolfe, è quarto. Ecco le posizioni al tavolo:

1: Roland de Wolfe (1.377.000 chips)
2: Marc Inizan (349.000)
3: Nicolas Levi (428.000)
4: Fabrizio Baldassari (697.000)
5: Brian Powell (842.000)
6: Danny Steinberg (1.520.000)
7: James Bord (1.331.000)
8: Ronald Lee (1.899.000)
9: Dan Fleyshman (1.946.000)

Baldassari parte piano, controlla lo stack e – almeno apparentemente – gioca solido, tanto da guadagnarsi il rispetto degli avversari che foldano facilmente sui suoi attacchi. A 6-left, incassa un ottimo piatto con un check-raise aggressivo al turn che fa foldare Ronald Lee: Baldassari mostra A♥6♥ su un board che recita A♠Q♠4♠8♥.

Di lì a poco, Baldassari raggiunge la seconda posizione del count e di nuovo amministra il tanto che serve perché il tavolo diventi 4-handed. A quel punto l’italiano cattura lo scalpo più prezioso. Roland De Wolf, ormai short, mette tutto con K♣Q♠ e riceve il call di Baldassari che mostra A♦8♠: A♠ al flop e la mano finisce senza ribaltoni.

Inizia così la fase a 3 giocatori, con l’americano Ronald Lee al comando e il britannico Bord terzo. In mezzo c’è Baldassari che resiste e poi trova l’action – fortunata – della svolta. E’ lui ad aprire il gioco con un raise. James Bord chiama, ma Lee non ci sta e forbetta. L’italiano replica mettendo tutte le chips in mezzo. Bord si chiama fuori, ma non Lee che annuncia il call e mostra A♦K♠, in netto vantaggio sull’A♠4♣ di Baldassari. Il board, però, è generoso con l’azzurro: 4♠3♣8♣9♦J♥, coppia di 4 floppata! Baldassari esulta e va verso “la curva dei tifosi”, dove una donna lo abbraccia con passione e gli scarica una raffica di baci!

Fabrizio Baldassari e Alessandra Pierelli al ME WSOPE 2010 (credits PokerNews)

Lo diciamo subito. Quella donna è Alessandra Pierelli, ex volto noto dello show tv Uomini e Donne, che diventerà poi moglie di Fabrizio Baldassari.

Ma torniamo al torneo, che ormai volge al termine. Lee esce poco dopo contro Bord, in un classico coinflip preflop: A♣K♥ per l’inglese vs coppia di 5 dell’americano, scendono due Kappa sul board e nessun 5. L’heads-up è servito.

James Bord e Fabrizio Baldassari non si fanno complimenti. Due ottimi call, uno per parte, su altrettanti bluff. L’italiano prova un altro steal, rilanciando all-in con Q♠8♠ sulla tribet dell’inglese che però ha in mano AK e chiama: la “Kournikova” regge e Bord prende un grosso vantaggio in chips. Il testa-a-testa finisce poco più tardi. Baldassari forbetta all-in da SB/Bottone con 5♠5♥ ma trova il suo avversario pronto a chiamare con 10♦10♥. L’ultimo board scorre così: 9♠9♦8♦J♠A♦. James Bord vince il titolo e £830.401, Baldassari si porta a casa £513.049.

Quella di Londra rimane ancora oggi la vincita più alta mai realizzata dall’italiano, che ha giocato ancora per un paio d’anni, arrivando 6° nel 2012 all’evento $5.000 No Limit Hold’em – Mixed Max (Event #6) delle WSOP. Poi più nulla a livello di tornei live. Fabrizio Baldassari è sposato dal 2011 con Alessandro Pierelli e vive a Montecarlo con la sua famiglia.

Fabrizio Baldassari (credits PokerNews)

GIANLUCA SPERANZA

Il percorso competitivo di Gianluca Speranza è stato molto diverso da quello di Fabrizio Baldassari. Speranza è tuttora uno dei giocatori più forti del nostro Paese, occupa infatti il 4° posto nella All Time Money List italiana, ed è conosciuto nel mondo grazie ai suoi numerosi piazzamenti live a livello internazionale. Il più ricco è la vittoria nell’HR dell’EPT di Montecarlo 2022 (€853k), ma scorrendo il suo palmares troviamo il 3° posto nel WPT Main Event 2021 ($609k) e il 6° nel PCA HR 2019. Poi ci sono due occasioni mancate alle WSOP Europe che, per ora, lo lasciano a secco di braccialetti live.

La prima occasione è datata 2011, quando Gianluca Speranza si è fermato al secondo posto nell’evento €1.090 NLH delle WSOPE di Cannes (Francia). La seconda, e decisamente più importante, riguarda il Main Event WSOPE di Rozvadov, edizione 2017. E qui entrano in scena le similitudini con la deep run di Baldassari: stesso torneo, unico itm italiano e stesso piazzamento finale.

I numeri sono però diversi. 529 partecipanti e buy-in leggermente inferiore al cambio, €10.300. Speranza resiste per 6 giornate e, dopo aver scollinato la bolla (80 i posti pagati), macina chips e raggiunge l’ultimo atto del torneo. Succede il 10 novembre 2017, quando Gianluca Speranza prende il suo posto al tavolo, insieme ad altri cinque giocatori.

Giusto per dare un’idea del livello della competizione, il giorno precedente il pro americano Kevin MacPhee, vincitore dell’EPT di Berlino nel 2010 e nel 2015 di un braccialetto WSOP a Las Vegas e del Main Event WSOPE a Berlino, ha “sbollato” il final table a 9. L’ultimo eliminato di quella giornata (7° posto) è stato il pro britannico Jack Salter, 4° ($1.536.666) nel $111.111 High Roller for One Drop delle WSOP 2016 e runner-up nel ME EPT di Montecarlo 2014, alle spalle dell’italiano Antonio Buonanno.

Ma anche i 6 left non scherzano. Oltre a Speranza, ci sono Niall Farrell (futuro Triple Crown Winner) e la pro americana Maria Ho. L’italiano parte con il terzo stack e riesce a traghettarlo, senza troppi scossoni tranne un chop-pot fortunato, alla fase 4-handed, dopo le eliminazioni proprio della Ho (6a) e di Farrell (5°). La mano chiave che proietta l’italiano in alto è la #141, quando Speranza apre con A♦Q♦ e poi chiama lo shove di Robert Bickley. Allo showdown l’inglese è avanti grazie a K♥K♦, ma il board A♣6♠3♥A♠3♠ consegna all’italiano il trips di Assi.

Il pro azzurro prende il comando e allunga ancora, trovandosi nella fase a tre con il doppio delle chips dei suoi avversari messi assieme. L’eliminazione dell’olandese Mathijs Jonkers al 3° posto per mano di Marti de Torres, manda Speranza all’heads-up, con un vantaggio 3:1 sullo spagnolo.

Gianluca Speranza (a sx) e Marti Roca de Torres (dx). Credits WSOPE/PokerNews

La situazione rimane stabile per un paio di livelli, fino a un tentativo di bluff al river dell’italiano finito male: lo spagnolo trova la forza per chiamare con second pair e torna in partita.

Il testa-a-testa prosegue per un paio di ore con continui scambi di chiplead, e si conclude con un coinflip molto amaro per Speranza. E’ la mano #269 del final table e Marti de Torres pusha con coppia di 5. Speranza chiama con A♣J♦. Al flop scende l’A♥ favorevole all’italiano. Sembra fatta, ma il turn porta il 5♥ che ribalta la situazione: set per Torres che incassa il monster pot sul river 9♠.

Rimasto con le briciole, 775.000 chips quando i bui sono 250k/500k, Speranze le mette tutte nella mano successiva con 10♦8♠. Lo spagnolo chiama con Q♥5♦ e vince l’ultimo piatto, dopo un board senza ulteriori colpi di scena. Per Gianluca Speranza c’è un secondo posto probabilmente amaro, anche se addolcito da €689.246 di payout. Marti de Torres incassa invece 1,1 milioni di euro.

Immagine di testa: Gianluca Speranza (credits RIHL)

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