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Dopo circa vent’anni, Games Workshop ha interrotto il digiuno di nuovi eserciti per l’ambientazione fantasy di Warhammer. Il colosso internazionale dei wargame 3D (cioè da tavolo) ha infatti annunciato l’uscita del Grand Cathay, l’armata umana – con l’aggiunta di draghi e ogre – chiaramente ispirata all’antico Impero Cinese.

Il Cathay è infatti governato dall’immortale Imperatore-Dragone Celestiale Xen Yang, che regna da oltre cinquemila anni su una delle aree più orientali del mondo fantasy creato da GW. A questo proposito, vale la pena ricordare che se l’ispirazione del gioco è tolkeniana, la geografia imita quella del mondo reale, con le Americhe a Ovest, Europa e Africa al centro e il continente asiatico a Est. In mezzo all'”Oceano Atlantico”, spunta un’isola-continente (Ulthuan) che potrebbe rappresentare Atlantide. Tutto diventa più chiaro osservando la mappa qui sotto (credits Warhammer wiki):

Mappa di Warhammer Fantasy

Questa uscita arriva dopo una lunga astinenza, durante la quale GW ha “soltanto” aggiornato/ampliato eserciti esistenti, sia a livello di regole che di miniature. L’ultima new entry è datata 2005, quando debuttarono i Regni degli Ogre (Ogre Kingdoms). Allora il gioco era la sesta edizione di Warhammer Fantasy Battle; il Grand Cathay, invece, è per Warhammer: The Old World.

Ci sono motivi precisi per questa scelta e dei quali parleremo a breve. Prima di tutto, però, va detto che l’azienda con sede a Nottingham si è superata a livello di miniature. Nonostante l’ottima qualità di tutti i prodotti GW, i pezzi realizzati per questo esercito sono davvero straordinari. Le parole diventano superflue quando è possibile valutare la bellezza estetica e il design innovativo di alcune unità, attraverso le immagini pubblicate sul blog Warhammer Community. Di seguito ne proponiamo due:

Miao Ying, la figlia dell’Imperatore che può trasformarsi in Storm Dragon
…e le sorprendenti Sky Lanterns.

UN ARRIVO PREVEDIBILE

L’armata del Grand Cathay è stata annunciata durante l’anteprima dell’Adepticon 2025, la più importante convention mondiale di wargame, svoltasi dal 26 al 30 marzo al Baird Center di Milwaukee (Wisconsin, USA). Tuttavia, qualche indizio era arrivato già nel febbraio nel 2022, con l’uscita di Total War: Warhammer III. Nel terzo capitolo del videogame realizzato da GW e Creative Assembly, infatti, tra le fila del “Bene” c’è anche il Grand Cathay.

Questa versione fantasy dell’Impero Cinese si protegge a nord dagli attacchi del Caos grazie alla grande muraglia del Bastione. Anche se rimane geograficamente isolato dal resto delle fazioni umane a causa delle montagne e dei regni degli Ogre, una rotta commerciale simile alla Via della Seta ne mantiene i contatti con l’esterno. A livello di narrazione, quindi, il Grand Cathay costituisce la civiltà umana più antica e duratura del “vecchio mondo” ed è un vero e proprio baluardo contro il “Male”.

In termini di gioco, l’armata dispone di draghi (pezzi molto forti in ToW), potenti maghi, artiglieria pesante e delle misteriose lanterne volanti. In aggiunta ci sono le Cathayan Sentinels, guerrieri giganteschi in pietra da “risvegliare” quando il pericolo si avvicina. Il grosso dell’esercito è però composto da fanterie con buone armature e armi lunghe (Jade Warriors), e da una veloce cavalleria da impatto (Jade Lancers).

Il set principale dell’esercito di Grand Cathay include 50 miniature in plastica, tra cui 30 Jade Warriors, 10 Jade Lancers e due pezzi d’artiglieria che possono essere assemblati come Cathayan Grand Cannon o Fire Rain Rocket Battery. ​

Al momento, non è chiaro quando uscirà la nuova scatola. Tenete d’occhio la pagina web di Warhammer per conoscere le date e, non meno importante, i prezzi.

Immagine credits Games Workshop

IL SENSO DELL’OPERAZIONE

Se le miniature sono uno spettacolo per gli occhi e un incentivo ad avvicinarsi al gioco, ci sono altri due elementi di questa operazione che meritano di essere analizzati.

Il primo riguarda l‘attesa. L’idea di un esercito orientale ha solleticato per anni l’immaginario dei giocatori di Warhammer Fantasy. Già con la sesta edizione, ci si era trovati senza un rulebook dedicato ai Nani del Caos, un esercito dal chiaro stile assiro-babilonese. Tuttavia, l’arrivo degli Ogre – i cui Regni si trovano lungo la Via della Seta che conduce proprio al Cathay – ha in parte offerto una soluzione al problema. Trascorso senza grossi scossoni il quadriennio della settima edizione, GW ha stravolto il regolamento con l’ottava. Il risultato è stato il successivo abbandono di WHFB per Age of Sigmar. Con tutte le energie concentrate sull’adattamento al nuovo wargame skirmish, l’idea di Grand Cathay è inevitabilmente finita in secondo piano.

Ora però, con The Old World, quella promessa ritorna. Ed è qui – almeno secondo chi scrive – che va cercato il senso più profondo dell’operazione. Al lancio del gioco, GW ha dichiarato che l’ambientazione avrebbe incluso solo nove razze dotate di rulebooks specifici. L’azienda britannica ha quindi iniziato a rimettere in vendita le miniature dell’ultima edizione (salvo poche novità) di quelle nove razze, a prezzi non particolarmente di favore e cambiando solo la dimensione delle basette. Superato il problema dell’imbasettamento con adattatori singoli o per unità, molti giocatori hanno scelto di riutilizzare le vecchie miniature, rinunciando ad acquistarne di nuove. Di qui la scelta di aumentare le vendite con un esercito nuovo e davvero molto bello, anche dal punto di vista del collezionismo.

The Old World ha riavvicinato a GW una buona fetta di appassionati del vecchio WHFB, in particolare di coloro che hanno iniziato dall’ottava edizione. I numeri, però, non sono più quelli del periodo d’oro, anche a causa delle numerose pecche del regolamento. L’uscita di Grand Cathay mira ad allargare ulteriormente la base, proponendo miniature inedite, di qualità e di sicuro non a buon mercato.

Obiettivi che, verosimilmente, potrebbero essere centrati: dopotutto, è così che si alimentano fatturati a nove cifre. Nel 2024, Games Workshop ha incassato oltre 500 milioni di sterline con tutte le sue properties (comprese le licenze), realizzando un profitto pre imposte di £203 milioni.

Immagine di testa credits Games Workshop

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