La storia di un attaccante può essere scritta in molti modi. Con i gol, certo. Con le vittorie, ovvio. Ma anche con le attese, i rimpianti, le speranze sospese. Dusan Vlahovic, oggi, si muove su questo filo sottile, tra il desiderio di essere il centravanti indiscusso della Juventus e la sensazione di essere ormai fuori dai piani tecnici e societari.
Un talento puro, un investimento massiccio, un giocatore che a giugno 2026 vedrà scadere il proprio contratto e che, per questo, potrebbe partire già in estate. Ma sarà un problema o una risorsa per il mercato bianconero?
Il paradosso Vlahovic
C’è una scena che racconta molto del presente dell’attaccante serbo: il riscaldamento prima di Juventus-Hellas Verona, in panchina, con il pubblico dello Stadium che si proietta sul maxi-schermo e guarda il suo primo gol in bianconero. Era proprio contro il Verona, ed era un’altra Juve. Dybala pennellava assist, Vlahovic finalizzava con una naturalezza quasi crudele per gli avversari.
Oggi invece il suo ruolo sembra sempre più marginale, con Thiago Motta che gli preferisce l’agilità e il dinamismo di Kolo Muani. Il tecnico vuole una squadra fluida, che non si appoggi a un unico punto di riferimento offensivo. E così Vlahovic, il giocatore più pagato della rosa e dell’intero campionato italiano, rischia di diventare un lusso che la Juventus non può più permettersi.
Numeri e sacrificio: l’ombra di un bomber
Otto minuti in campo, cinque tocchi, due passaggi riusciti. Numeri che sembrano più adatti a un giovane alla prima apparizione che a un attaccante acquistato per oltre 80 milioni di euro. Eppure, se c’è un dettaglio che salva Vlahovic dalle critiche più aspre, è il suo atteggiamento. Entra in campo senza supponenza, accetta il ruolo di gregario, pressa, combatte, cerca di rendersi utile. Ma basta questo per giustificare il peso economico che porta sulle spalle?
L’ingaggio del serbo è un macigno nei bilanci bianconeri: adesso è a quota 10.5 milioni, il prossimo anno si aggirerà sui 12 milioni di euro netti. Un investimento che, oggi, non trova riscontro nelle scelte tecniche. E qui nasce il vero nodo del mercato estivo: Vlahovic è ancora un attaccante su cui puntare o è giunto il momento di voltare pagina?
Le variabili del mercato: chi può permettersi Vlahovic?
Il valore di mercato dell’attaccante serbo non è crollato, ma è lontano dai picchi raggiunti nel 2022. La Juventus sa che per evitare una minusvalenza servono almeno 20 milioni di euro dalla sua cessione. La domanda però è: chi è disposto a investire su un giocatore che non ha ancora dimostrato di essere un fuoriclasse assoluto? Soprattutto se deve garantirgli quel tipo di ingaggio (il cartellino – va da sé – non sarebbe neanche un problema)
Le big europee potrebbero essere interessate, ma a condizioni precise. In Premier League, squadre come Arsenal e Chelsea hanno monitorato la sua situazione in passato, senza mai affondare il colpo. In Bundesliga, il Bayern Monaco cerca un erede per Kane nel lungo periodo. In Spagna, l’Atletico Madrid è alla ricerca di un bomber da affiancare ad Alvarez. Tutti club che potrebbero fiutare l’affare, ma che non vorranno farsi carico di un ingaggio pesante senza garanzie tecniche.
La Juventus e il dilemma: cederlo o rilanciarlo?
La Juventus si trova di fronte a un bivio. Da una parte, la tentazione di monetizzare e liberarsi di un ingaggio pesante, reinvestendo su profili più adatti al gioco di Motta. Dall’altra, la paura di svendere un giocatore che, con la giusta fiducia, potrebbe esplodere definitivamente altrove. Perché Vlahovic resta un attaccante con un talento raro: forte fisicamente, tecnico, capace di segnare in tutti i modi. Ma anche un attaccante che, finora, non è mai riuscito a prendersi la Juve sulle spalle nei momenti decisivi.
Il dialogo tra giocatore e club dovrà avvenire presto, perché il tempo stringe e ogni giorno che passa avvicina il rischio di perdere valore. La sensazione è che la Juventus voglia cederlo, ma che l’operazione non sia scontata. Tutto dipenderà dalle richieste economiche del giocatore e dalle offerte che arriveranno.
Vlahovic: un problema o una risorsa?
La verità è che Vlahovic potrebbe essere entrambe le cose. Un problema, se rimarrà ai margini, prigioniero del suo contratto e delle sue ambizioni. Una risorsa, se si troverà la giusta collocazione per esaltarne le qualità o se, in un nuovo contesto, riuscirà finalmente a diventare l’attaccante dominante che la Juventus sperava di aver acquistato.
Nel calcio, tutto è una questione di equilibrio. E oggi l’equilibrio di Vlahovic e della squadra bianconera è fragile, appeso alle decisioni di un mercato che si avvicina come un’onda pronta a travolgere certezze e speranze. Resta da capire se Dusan saprà nuotare o se verrà lasciato alla deriva.