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È difficile analizzare partite come questa, dove è il cuore a incidere sulle gambe, e dove la tattica lascia il tempo che trova. Fatiche e infortuni (Neres, Spinazzola, Olivera, ora pure Anguissa) a parte, ciò che ha inciso di più sul recente rendimento del Napoli, che non vince in Serie A da quattro partite, non è il calo tecnico-tattico dei partenopei, ma il tracollo psicologico dei ragazzi di Conte. Forse tracollo è un termine eccessivo, d’accordo. In fondo il Napoli è ancora lì, a un punto dall’Inter, e non ha altre competizioni. Ma la retorica di Conte è cambiata dopo il pareggio di Roma. Si è tornati a parlare di obiettivo europeo, di paragoni col recente passato, di difficoltà nel far fronte alla cessione di Kvaratskhelia, eccetera.

Dopo quel pareggio, il Napoli è stato fermato dall’Udinese in casa (1-1), prendendo un gol davvero sciocco. Ha poi pareggiato, di fortuna, contro una Lazio che avrebbe meritato la vittoria (2-2). Infine, la scorsa settimana, ha perso a Como (2-1) contro una squadra forte, ben organizzata, ma tutt’altro che invincibile.

L’Inter invece, che dopo la sconfitta di Firenze di appena due settimane fa (3-0) ha reagito senza incantare (vittoria 2-1 sempre contro la Viola, sconfitta a Torino 1-0 contro la Juventus e vittoria con il Genoa a San Siro 1-0), viene da un momento difficile sul piano fisico, ma ottimo sul piano mentale. La squadra di Inzaghi è reduce dalla vittoria per 2-0 sulla Lazio in Coppa Italia, che visto il tabellone complessivo, derby col Milan permettendo, gli consente di sperare con fiducia nella vittoria finale.

Retoriche di fiducia

Nella conferenza stampa di presentazione del match, Antonio Conte ha detto: «Meritiamo questa partita: sarà influente per lo scudetto».

È una dichiarazione bella in almeno due sensi: in un primo senso, più calcistico, perché Conte parla di “merito”, come a voler sottolineare un debito che il campionato ha nei confronti del Napoli per quanto visto finora; e poi in un secondo senso, anche, più psicologico, perché Conte per la prima volta parla apertamente di Scudetto e di “partita Scudetto”, nello specifico, caricando i suoi ragazzi di una responsabilità positiva prima del match. Una responsabilità che diventerebbe assai negativa, ci permettiamo di aggiungere, in caso di sconfitta.

Dall’altra parte, al di là della squalifica causa blasfemia pendente – ma si va verso una multa – per Lautaro Martinez, è stato Marcus Thuram a parlare della partita. Il suo rientro potrebbe pesare tantissimo ai fini del risultato ma «come dico sempre è più importante che vinca l’Inter. Se posso fare gol per aiutare la squadra è sempre bello però».

Così, mentre l’Atalanta di Gasperini, interiormente scissa dopo la quaestio Lookman, crede ancora nello Scudetto ed è lì, a pochi passi dall’impresa, la supersfida di San Siro della 27esima giornata di Serie A vive di una luce propria. L’Inter, col successo contro il Genoa, si è posta in vantaggio sui partenopei di un punto. Il Napoli, immediatamente sotto, vuole vincere davanti ai propri tifosi per regalarsi un finale da pelle d’oca.

  • Partita: Napoli-Inter
  • Data: sabato 1º marzo 2025
  • Orario: 18:00
  • Canale TV: DAZN e DAZN 1 (numero 214 di Sky)
  • Streaming: DAZN

Equilibrio e tensione, a meno che…

Il Napoli non vince da quattro partite e ha raccolto solo 3 degli ultimi 12 punti disponibili. L’Inter ha vinto due partite da inizio febbraio, perdendone altrettante e pareggiandone una, soprattutto i nerazzurri hanno tenuto la porta inviolata in una sola occasione.

Ecco perché non ci aspettiamo un atteggiamento immediatamente aggressivo della squadra di Inzaghi, che pure all’andata aveva circondato l’area azzurra per larghi tratti del match (poi finito 1-1). Al contrario, ci aspettiamo una squadra guardinga, almeno nella prima frazione di gioco.

Il Napoli si schiererà nuovamente a tre dietro, viste le numerose assenze, e giocherà tentando di riaggredire immediatamente l’avversario sulle seconde palle.

In virtù di quanto detto, ci aspettiamo dunque una partita equilibrata. Le sfide tra partenopei e nerazzurri tendono ad essere già di loro molto tirate: 10 delle ultime 12 partite sono finite con meno di 2 gol segnati e cinque di queste sono terminate in parità, incluso il match d’andata disputato a novembre.

Tutto questo va detto, è prevedibile visti i numeri degli scontri tra le due squadre, più e meno recenti. Eppure, ma. Attenzione al fattore sorpresa. Chissà che il Napoli non voglia cogliere gli avversari alla sprovvista aggredendoli fin dal 1’, chissà che Conte non provi ad andare all-in riproponendo Raspadori (per ora fuori dai titolari) insieme a Lukaku, con il rientrante Spinazzola e Politano sugli esterni. Vedremo. Certo, anche dall’altra parte Inzaghi potrebbe sorprendere Conte con un atteggiamento aggressivo, ma ci crediamo meno. In fondo, sarà l’anima dei giocatori a prevalere sulle idee dei propri allenatori.

Fattore ripresa

Un dato interessante in chiusura d’articolo. Sia Napoli che Inter hanno segnato e subito più gol nel secondo tempo delle partite di questa stagione: come se il dispendio d’energie fisiche e mentali richiesto dai rispettivi allenatori alla lunga possa fare la differenza. Nei secondi tempi le due squadre hanno anche una percentuale di vittorie più alta, nello specifico Napoli al 67% e Inter al 46%. C’è una statistica chiara.

Inoltre, nessuna squadra in Serie A ha segnato più gol nel secondo tempo dell’Inter che ha realizzato 32 reti, di cui 15 nei primi 15 minuti dopo l’intervallo. La squadra di Inzaghi, insomma, parte forte quando l’avversario meno se lo aspetta. D’altro canto, 6 dei 21 gol subiti dal Napoli sono arrivati negli ultimi 15 minuti, con i partenopei che invece hanno segnato nove reti tra il 61° e il 75° minuto delle loro partite. Se vedete il primo tempo terminare 0-0, insomma, non sorprendetevi. Le due squadre si devono ancora esporre.