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Tutto congelato, soprattutto i verdetti. La giornata di Serie A appena trascorsa è stata tutto sommato ciò che ci aspettavamo: nessunissimo scossone – vincono quasi tutte in zona Champions, e naturalmente in vetta -, però tante giocate belle, decisive, che riempiono il cuore. Vedi la rete di Gaetano.

Insomma: è stato un weekend che ci ha ricordato quanto questo rush finale possa davvero cambiare i destini e riscrivere un sacco di storie legate al gioco più bello che c’è. I migliori? Li abbiamo messi in formazione: top 11 di giornata, della numero 30.

Skorupski (Bologna)

Ormai lo definiscono un veterano d’oro. Lukasz Skorupski è stato clamoroso a Venezia: di piede su Zerbin alla mezz’ora, poi su Kike Perez e alla fine su Yeboah. Festeggia alla grandissima il rinnovo di contratto, meritato ampiamente sul campo.

Solet (Udinese)

E’ nata una stella e adesso luccica così tanto da rendere impossibile guardare altrove. Solet è stato il migliore di Inter-Udinese, e non solo della sua squadra. C’è già la fila per prenderlo, e lui allora s’inventa questo gol da fuori e quasi sfiora il pari, negato soltanto da un Sommer incredibile.

Di Lorenzo (Napoli)

Simbolo di un Napoli che non solo sa attaccare, ma sa soprattutto sopportare e chiudersi. Carattere enorme. Di Lorenzo ha sfornato un’altra prestazione determinante per sorreggere i sogni degli azzurri, che adesso non vogliono più nascondersi.

Theo Hernandez (Milan)

Segno che una partita non finisce nel momento in cui c’è un errore. Che ci si può rialzare. Theo si fa trovare impreparato sul gol di Politano, poi alza la testa e ricomincia a macinare chilometri su chilometri. Creando. E diventando l’arma più forte dei rossoneri, almeno nella ripresa.

Dimarco (Inter)

Non si ferma. Non può. E infatti corre, corre sempre. Facendo tutti i ruoli possibili e immaginabili, variando da esterno a mezzala, da ala a riferimento offensivo. L’assist di Dimarco è bellissimo, per Arnautovic. Poi quello per Frattesi. Ha cambiato l’Inter, ancora.

Frattesi (Inter)

II fatto che non giochi con continuità dà la dimensione di cosa sia l’Inter, di ciò che può davvero conquistare in questa stagione. Ma Frattesi è maturo, è diventato leader. E soprattutto, ecco, fa gol. Fa sempre gol. E aiuta tantissimo la squadra.

Orsolini (Bologna)

Al volo, di sinistro, senza praticamente pensarci. Ormai gli vien chiesto di decidere e lui esegue, come fosse un riflesso incondizionato. Orsolini arriva all’undicesimo gol e guarda con la massima attenzione alla Nazionale. Spalletti batta un colpo. Come quelli di Orso.

Gaetano (Cagliari)

E’ mancato tanto, al Cagliari. Soprattutto vedendo Gaetano così, così nel vivo all’interno delle dinamiche della squadra di Nicola. La punizione del 2-0 ruba totalmente l’occhio, ma il lancio per Luvumbo è forse la vera genialata. Che forte.

Kean (Fiorentina)

Cosa si può aggiungere su Moise Kean che non sia stato già detto, fatto, riproposto, raccontato e sviscerato? Nulla. Che è arrivato all’età della maturità – 25 anni – e che la sta cavalcando con la bravura di un surfista professionista. Buona onda, allora. E’ solo l’inizio, pure il modo in cui fa gol all’Atalanta: di rapina e di eleganza.

Arnautovic (Inter)

Chi l’avrebbe detto, a inizio anno? Che se l’Inter prova a ricucirsi un gran bel pezzo di scudetto, in fondo, lo deve pure allo stesso figlio prodigo, che sta trovando una continuità mai avuta prima. Per le occasioni, certo. Ma anche per com’è dentro le dinamiche di questa squadra. Arnautovic torna a splendere.

Yildiz (Juventus)

Rieccolo: al centro del campo e della Juventus. Il numero 10 che fa il 10. Tudor ha fatto un’operazione molto semplice alla sua prima da tecnico bianconero, e Kenan Yildiz l’ha ripagato con una rete bellissima e fondamentale.