Vai al contenuto

La Serie A regala sempre emozioni, e la 27ª giornata non ha fatto eccezione. Una sinfonia di talento, cuore e momenti iconici, che hanno illuminato il campionato. Da parate che valgono punti a gol pesanti come macigni, ecco la nostra Top 11 di questa giornata, raccontata con il giusto tocco di poesia. Perché non si può sfuggire dalla bellezza del nostro campionato, soprattutto in questo momento così decisivo. Modulo? 4-3-3. Il più classico.

Radu (Venezia)

Il Gewiss Stadium è diventato una fortezza difficile da espugnare, ma se c’è un eroe tra i pali, è lui. Radu si erge come un baluardo, opponendosi ai tentativi dell’Atalanta con riflessi felini. Il Venezia torna a casa con uno 0-0 preziosissimo e tanti applausi per il suo guardiano.

Cambiaso (Juventus)

Dice di non essere ancora al 100%, ma i numeri raccontano un’altra storia. Contro il Verona, il suo movimento senza palla e l’assist chirurgico spalancano la strada a Thuram per un gol che vale tre punti. Elegante, efficace, imprescindibile. Cambiaso è tornato a determinare.

Vasquez (Genoa)

Il Genoa di Vieira sta costruendo la sua salvezza su basi solide, e Vasquez ne è il simbolo. Rude e pulito al tempo stesso in fase difensiva, diventa letale in attacco con un gol pesantissimo contro l’Empoli. Un leader silenzioso che parla con i fatti.

Gila (Lazio)

Di fronte a un attaccante temibile come Gimenez, Gila non trema. Anzi, fa sembrare l’avversario un’ombra sbiadita. Con Baroni in panchina, la Lazio ha ritrovato stabilità, e il difensore spagnolo è una garanzia assoluta. La corsa Champions passa anche dalla sua sicurezza.

Dimarco (Inter)

L’infortunio lo ferma, ma prima di uscire di scena lascia l’ennesima perla: una punizione che si insacca al Maradona e spiana la strada all’Inter. Quando il mancino disegna traiettorie così, l’attesa per il suo ritorno diventa febbrile. Tra venti giorni sarà di nuovo a disposizione di Inzaghi. Peccato per Spalletti

Billing (Napoli)

Entra dalla panchina e tiene aperto il campionato con il fisico e il senso del gol. Ci sono giocatori che incidono con la costanza, altri con il lampo improvviso. Billing appartiene a questa seconda categoria. E’ forse una delle sorprese più impattanti dal mercato di gennaio, insieme certamente a Kolo Muani. Livello alto.

Thuram (Juventus)

Dato che fa sorridere: se guardiamo solo al 2025, il confronto tra Marcus e Khephren vede quest’ultimo avanti per gol segnati: 2 a 1. Dopo il capolavoro individuale con l’Empoli, arriva la finalizzazione decisiva contro il Verona. Potenza e precisione, al momento giusto. E’ l’arma in più della Juve per questo finale di stagione.

Locatelli (Juventus)

Il tocco che innesca Cambiaso, che poi serve Thuram, è un’opera d’arte. Un gesto tecnico raffinato, che riassume l’essenza di un giocatore sempre più leader. Contro il Verona, Locatelli gioca da capitano vero: comanda, ispira e lotta. Ambizione e carisma.

Orsolini (Bologna)

L’eterno ragazzo di provincia, il talento capace di accendersi e spegnersi, ma quando brilla è impossibile non notarlo. Rientra da titolare e spacca la partita contro il Cagliari con una doppietta da applausi. Il Bologna sogna l’Europa, e lui vuole essere protagonista. Sembra un deja-vu.

Zaccagni (Lazio)

MilanLazio è stata una giostra di emozioni, e lui ha dato il via allo spettacolo con un gol da attaccante vero. Un’altra perla che impreziosisce la sua stagione. La Lazio si aggrappa alle sue giocate per continuare a inseguire il sogno Champions. Zaccagni è al momento il miglior esterno italiano: non si ferma.

Dovbyk (Roma)

Il centravanti ucraino torna a sorridere, e lo fa con un gol fondamentale contro il Como. Una rete che arriva al momento giusto, proprio mentre la Roma si prepara alla doppia sfida con l’Athletic Bilbao in Europa League. Adesso Dovbyk è chiamato a fare totalmente la differenza.