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Gli ottavi di finale di Champions League hanno definito il quadro delle squadre che proseguiranno la corsa verso la finale di Wembley. Tra emozioni, ribaltoni e prestazioni individuali di altissimo livello, le serate di martedì 11 e di mercoledì 12 marzo hanno regalato spettacolo puro: il Barcellona conferma la propria superiorità sul Benfica con un Raphinha in stato di grazia e con un Yamal che sa maledettamente di talento allo stato puro, l’Inter doma il Feyenoord trascinata dai suoi uomini chiave, mentre il Bayern Monaco si impone con la forza della sua macchina da gol guidata da Harry Kane. Il Paris Saint-Germain invece, dopo una sfida ad altissima tensione contro il Liverpool, si affida ai riflessi di Donnarumma per accedere ai quarti ai rigori. Il Real Madrid? Neanche a dirlo, si conferma la bestia nera della competizione. Finale al cardiopalma in casa dell’Atletico. Ma chi sono stati i protagonisti assoluti di questo turno? Tra parate decisive, assist illuminanti e gol pesanti, ecco la nostra Top 11 delle gare di ritorno degli ottavi di Champions League, con i migliori interpreti in un 4-2-3-1 super offensivo!

Portiere

Donnarumma – Decisivo. Il numero uno del Paris Saint-Germain si conferma un autentico specialista nelle situazioni ad alta tensione. Dopo una partita condotta con sicurezza tra i pali, senza particolari sbavature nei tempi regolamentari e supplementari, diventa l’assoluto protagonista nella lotteria dei rigori. Con freddezza e riflessi felini ipnotizza prima Núñez e poi Jones, spegnendo le speranze del Liverpool e regalando ai parigini il pass per i quarti di finale. Se il PSG può continuare il suo cammino in Champions, gran parte del merito è suo!

Difesa

Ian Maatsen – L’ex Borussia Dortmund si fa trovare pronto nella notte di Champions, siglando il gol del momentaneo 2 a 0 con una conclusione deviata che beffa Mignolet. La sua spinta offensiva e la capacità di inserirsi nei tempi giusti lo rendono una risorsa preziosa per l’Aston Villa. Prestazione convincente.

Antonio Rüdiger – Il difensore tedesco si conferma una roccia nella difesa del Real Madrid in un derby infuocato contro l’Atletico. Sempre attento in marcatura, guida il reparto con autorità e si rende protagonista di interventi decisivi, come quello su Correa al 92′, quando salva un contropiede che poteva essere letale. Forte nei duelli aerei, impeccabile nei contrasti e con un senso della posizione da vero leader, neutralizza le avanzate avversarie nei momenti più critici della partita. Se il Real Madrid è riuscito a rimanere in partita fino alla fine, il merito è anche della sua prestazione monumentale. Infine, il rigore decisivo è il suo. Serve altro?

Nicolás Otamendi – Il capitano del Benfica mette in campo tutta la sua esperienza e la sua grinta nel tentativo di arginare l’attacco del Barcellona, ma alla fine deve arrendersi alla superiorità blaugrana. Segna il gol del momentaneo pareggio con una zampata da vero leader e nonostante la sconfitta, si conferma il cuore pulsante della retroguardia lusitana, sempre pronto a guidare i compagni con carattere. Il Benfica esce di scena, ma lui lotta fino all’ultimo secondo.

Nicolás Schlotterbeck – Guida con personalità la difesa del Dortmund nella complicata trasferta contro il Lille. Non si lascia sorprendere nei momenti di massima pressione e vince la maggior parte dei duelli aerei. Determinante nel finale per blindare la qualificazione.

In mezzo al campo

Emre Can – Nel momento in cui il Borussia Dortmund ha bisogno di un leader, l’ex centrocampista della Juventus risponde presente. La sua prestazione è solida e concreta: gioca con personalità in difesa, gestisce bene i palloni nella costruzione e si fa trovare pronto nei momenti chiave del match. Il suo gol dal dischetto è una sentenza: esecuzione perfetta, palla da una parte e portiere dall’altra, riaccendendo le speranze dei gialloneri dopo un avvio difficile.

Declan Rice – Il centrocampista dell’Arsenal si conferma ancora una volta uno degli uomini chiave della squadra di Arteta. Oltre a garantire solidità in mezzo al campo con la sua fisicità e intelligenza tattica, trova anche il gol che riporta avanti i Gunners con un perfetto colpo di testa su assist di Sterling. Dà equilibrio alla manovra, recupera palloni con la consueta grinta e si inserisce con i tempi giusti in fase offensiva.

Dietro la punta

Lamine Yamal – A soli 16 anni, il talento del Barcellona dimostra ancora una volta di essere già pronto per il grande palcoscenico europeo. Contro il Benfica, illumina la scena con una prestazione da veterano: sigla un gol da record che certifica il suo straordinario senso della posizione e l’incredibile maturità calcistica, oltre a servire un assist perfetto per il primo centro di Raphinha. Sempre nel vivo del gioco, salta l’uomo con una facilità disarmante e non si lascia intimidire dai difensori avversari, che faticano a contenerlo. La Champions League è il terreno ideale per i grandi talenti e Yamal sembra destinato a brillare ancora a lungo.

Marcus Thuram – L’attaccante francese continua a essere una pedina chiave nell’attacco dell’Inter e lo dimostra ancora una volta contro il Feyenoord. Sblocca la gara con un gol da vero opportunista, facendosi trovare pronto al momento giusto e confermando il suo fiuto del gol. Fa una grande gara e sfiora più volte la doppietta personale. L’Inter vola ai quarti e lui si conferma un elemento imprescindibile nell’undici di Inzaghi.

Dembélé – Quando il Paris Saint-Germain ha bisogno di una scintilla, lui risponde presente. Il suo gol è pesantissimo: riequilibra il doppio confronto con il Liverpool e manda la sfida ai supplementari, dando ai parigini la possibilità di giocarsi tutto ai rigori. Rapido, imprendibile e sempre pericoloso quando punta l’uomo, semina il panico tra i difensori dei Reds con le sue accelerazioni fulminee. Non si ferma neanche dal dischetto, segnando uno dei rigori decisivi nella lotteria finale. È il simbolo della serata del PSG: talento, coraggio e capacità di incidere nei momenti chiave.

A supporto della punta pesante bavarese

Harry Kane – Il bomber inglese è semplicemente implacabile quando conta. Dopo aver già fatto male al Bayer Leverkusen all’andata, si ripete anche al ritorno, siglando un altro gol e servendo un assist perfetto per Davies. La sua capacità di essere sempre nel posto giusto al momento giusto è da attaccante di razza, mentre la visione di gioco gli permette di essere decisivo anche come rifinitore. Leader tecnico e carismatico del Bayern Monaco, trascina i bavaresi ai quarti con una prestazione da campione vero.