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Quando il vento soffia forte sulla Mole, la Juventus sa di dover scegliere bene la propria rotta. Igor Tudor, richiamato a Torino per riportare equilibrio in una stagione turbolenta, ha davanti a sé un cammino incerto, fatto di traguardi, speranze e ostacoli. La sua avventura bianconera può concludersi con la gloria, con un dignitoso arrivederci o con un inevitabile addio. Il suo destino si muove lungo tre scenari, tre possibilità che definiranno il futuro suo e della Juventus.

Scenario 1: Tudor guadagna la conferma, la Juventus riparte con lui

C’era una volta un guerriero croato che sapeva come soffrire e vincere. Se Igor Tudor vuole scrivere una nuova pagina della sua storia juventina, deve dimostrare di saperlo fare anche da allenatore. Il primo scenario è quello più dolce per lui: traghetta la Juventus in Champions League, garantendo al club un futuro europeo e, soprattutto, onora alla grande la partecipazione al Mondiale per Club.

L’eventuale successo – non inteso come vittoria diretta – in questa nuova competizione internazionale potrebbe essere il sigillo definitivo sulla sua permanenza. La dirigenza bianconera ha bisogno di una certezza, di un uomo che sappia trasmettere solidità e idee chiare. Se Tudor riuscirà a combinare pragmatismo e spettacolo, valorizzando i talenti a disposizione e dimostrando di poter reggere il peso di una panchina ingombrante, la Juventus potrebbe convincersi a proseguire con lui. D’altronde, i suoi precedenti nelle esperienze passate parlano di un tecnico che sa costruire squadre organizzate e battagliere, caratteristiche che a Torino non dispiacciono.

Se la Juventus di Tudor dovesse mostrare carattere, organizzazione e un’identità chiara, il rinnovo sarebbe una logica conseguenza. Vincere il Mondiale per Club, o perlomeno giocarsela fino in fondo, rafforzerebbe ovviamente la sua posizione, costringendo quasi la società a dargli fiducia. Se poco prima sarà in grado di portare la squadra in Champions senza patemi e convincere la proprietà con prestazioni convincenti, allora potrebbe blindarsi alla panchina su cui ora siede.

Scenario 2: Tudor fa il suo, ma la Juventus ha già scelto un altro allenatore

A volte, anche il merito non basta. Tudor potrebbe centrare l’obiettivo Champions League e disputare un buon Mondiale per Club, ma questo potrebbe non essere sufficiente a garantirgli la conferma. Perché? Perché il destino di un allenatore non dipende solo dai risultati, ma anche dalle strategie societarie e dalla disponibilità di alternative migliori.

In questo secondo scenario, la Juventus riconosce a Tudor il lavoro fatto, ma decide di puntare su un profilo più esperto, più prestigioso o più funzionale al progetto tecnico. Antonio Conte, il figliol prodigo, sarebbe il nome più evocativo, quello capace di riscaldare i cuori dei tifosi e di riportare disciplina e identità a un gruppo che da tempo cerca una guida carismatica. Gian Piero Gasperini, architetto del calcio spettacolo a Bergamo, potrebbe essere un’alternativa affascinante, in grado di portare pressing, intensità e un gioco offensivo. Stefano Pioli e Roberto Mancini rappresenterebbero scelte più istituzionali, più legate all’idea di una Juventus equilibrata e gestionale, con un profilo di affidabilità riconosciuta.

In questo caso, Tudor sarebbe il traghettatore che ha svolto il suo compito con dignità, ma nulla più. La società, pur ringraziandolo, avrebbe già deciso di cambiare per dare alla squadra una guida più esperta o più adatta alle ambizioni del club. Sarebbe un addio senza rimpianti, forse con qualche rammarico, ma con la consapevolezza reciproca di aver fatto il possibile.

Scenario 3: Tudor fallisce, la Juventus lo saluta senza dubbi

Il terzo scenario è quello più amaro per l’ex difensore croato. Se Tudor non dovesse riuscire a portare la Juventus in Champions League, il suo destino sarebbe segnato. La Vecchia Signora non può permettersi di restare fuori dall’Europa che conta e, in caso di fallimento, il club non avrebbe altra scelta che voltare pagina.

L’assenza dalla Champions comporterebbe un danno economico e d’immagine, rendendo inevitabile una rivoluzione tecnica. La Juventus dovrebbe ripensare completamente il progetto e, in questo caso, non ci sarebbe spazio per una conferma di Tudor. Il suo lavoro verrebbe giudicato insufficiente e la società si muoverebbe immediatamente per individuare un allenatore di livello superiore.

Fallire la qualificazione in Champions non significherebbe solo un danno per il club, ma anche un marchio negativo sulla carriera di Tudor, che si troverebbe a dover ripartire da una dimensione diversa. La Juve, d’altro canto, andrebbe senza esitazione su un profilo in grado di garantire una ripartenza immediata e ambiziosa.

Quale sarà il destino di Tudor?

Immaginatelo proprio così: Tudor di fronte a un bivio. La Juventus è un treno in corsa che non aspetta nessuno e lui dovrà dimostrare di essere il macchinista giusto per portarlo alla destinazione desiderata. Il suo destino è nelle sue mani, ma anche in quelle della società, che dovrà valutare se il suo operato merita continuità o se è solo una parentesi transitoria.

Il campo sarà il giudice supremo. Tudor può costruire il suo futuro con i risultati, con il gioco, con la capacità di tenere unito un gruppo e di dare alla squadra una direzione chiara. Se riuscirà a farlo, la Juventus potrebbe anche decidere di affidarsi a lui per il futuro. Se invece il suo percorso sarà incerto, o se la società avrà già scelto un altro allenatore, il suo viaggio in bianconero potrebbe terminare a fine stagione. Il crocevia è chiaro. Ora sta a Igor scrivere la sua storia.