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Il 13 aprile si conclude la Regular Season e, con essa, si avrà un responso più preciso (qualche settimana più tardi) su chi tra Shai Gilgeous-Alexander e Nikola Jokićsi sarà guadagnato il titolo di Mvp. Fino ad allora, i due battaglieranno a colpi di giocate straordinarie, con Shai attualmente ancora un millimetro più favorito rispetto al serbo.

Shai Gilgeous-Alexander

16 vittorie nelle ultime 17 partite giocate è il bottino di OKC, prima squadra in grado di agguantare i 60 successi in RS (62 ora), con vista sui 70 (a 8 gare dal termine). I Thunder sono da tempo la miglior forza della Western Conference e chiuderanno in vetta, anche grazie ad uno strepitoso Shai (e ad un gruppo più che solido).

Il playmaker canadese ha raggiunto nella sfida (vinta) contro i Grizzlies (28 marzo) la 25esima gara da 35+ punti realizzati e per la terza stagione consecutiva ha almeno 45 partite da 30+ punti segnati. Due statistiche clamorose che gli permettono di mantenersi al primo posto nella classifica marcatori a quota 32.9 punti di media, davanti a Antetokounmpo e lo stesso Jokic. È stato proprio Tyrese Haliburton ad incoronarlo nel post-partita di OKC-Pacers. “Shai è l’Mvp. Sono cresciuto in un’epoca in cui il miglior giocatore della squadra migliore vinceva sempre l’Mvp: io non posso votare, ma se si facesse un sondaggio tra giocatori sono sicuro che vincerebbe lui”. Un vero e proprio elogio, anche se molti criticano il fatto che Gilgeous-Alexander tiri troppi tiri liberi: da questo punto di vista, è intervenuto in suo aiuto il padre di Shai, Vaughn Alexander, che ha risposto che guadagnare i falli è un’abilità.

Nikola  Jokić

Dopo cinque partite out per un problema alla caviglia, il centro serbo è rientrato al servizio di coach Malone e i risultati si sono visti. Due partite e due vittorie per i Nuggets, ancora in corsa per il secondo posto in una selvaggia Western Conference (47-28 il record, appena dietro ai Rockets e davanti a Lakers, Grizzlies e Warriors). Il Joker ha messo a referto l’ennesima tripla doppia stagionale (la 30esima) contro i Bucks (39 punti, 10 rimbalzi e 10 assist), replicando tale prestazione, almeno parzialmente, anche contro i Jazz (27 punti, 14 rimbalzi e 6 assist).

In tutto ciò, a stupire di più sono state due sue giocate clamorose: la prima è arrivata contro Milwaukee, un assist no-look visionario per la schiacciata del compagno Aaron Gordon; per quanto riguarda la seconda invece, Jokić ha fatto tutto da solo, segnando un buzzer beater (a fine primo tempo) ad una mano da tre quarti di campo nella sfida contro i Jazz.